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Medici: Masters of Florence. Io dico sì.

Ieri sera su Rai1 è stata trasmessa in prima visione "Medici: Masters of Florence", produzione anglo-italiana che vede come creatori Frank Spotnitz e Nicholas Meyer. Si tratta di una serie in otto episodi che descrive l'ascesa dell'aristocratica famiglia fiorentina de' Medici durante il Rinascimento. Come tutti abbiamo sentito dire almeno una volta nella vita, la casata dei Medici è diventata famosa, oltre che per il potere acquisito nel XV secolo, per l'amore per la città di Firenze e per l'arte e per l'attività di mecenatismo messa in pratica dai suoi componenti. La serie tratta in particolare dei primi anni di vera fortuna di questa famiglia, concentrandosi sul periodo seguente la morte di Giovanni di Bicci de' Medici (Dustin Hoffman) e la conseguente presa di potere da parte del figlio Cosimo (Richard Madden, che tutti conosciamo per aver interpretato Robb Stark in Game of Thrones), futuro nonno di Lorenzo il Magnifico



Nei primi due episodi, trasmessi su Rai1 in anteprima mondiale, vediamo introdotti il contesto storico e un abbondante numero di personaggi. La storia narrata è finzione, seppur si appoggi su fatti reali e personalità effettivamente esistite. La vicenda si alterna tra il presente e il passato, tramite una serie di flashback, e inizia in medias res con la morte Giovanni di Bicci de' Medici per aver ingerito dell'uva avvelenata con la cicuta.
Veniamo introdotti al contesto politico della Firenze rinascimentale, in principio di iniziare una guerra con Milano per difendere le mura di Lucca. Cosimo de' Medici prende il posto del padre nella signoria e si ritrova nella posizione di dover decidere se appoggiare o meno i nobili fiorentini in questa battaglia. 



Ci viene presentato un personaggio rigido e freddo, palesemente scomodo nella posizione in cui si ritrova, con una madre tanto severa da poter essere ascendente di un generale tedesco del Terzo Reich, una moglie con cui il dialogo scarseggia e un figlio con trepidante voglia di imparare il mestiere di banchiere. All'improvviso ci ritroviamo scaraventati venti anni nel passato, con un Cosimo giovane e dal capello più folto, amante dell'arte e pieno di sogni, quasi ossessionato dalla mancata costruzione della cupola della basilica di Santa Maria del Fiore. Nonostante il suo scarso interesse per gli affari di famiglia, il padre Giovanni preferisce Cosimo al figlio minore Lorenzo, più scapestrato e propenso ai vizi rispetto al serio fratello. I tre si recano a Roma per tentare nell'impresa di corrompere il conclave e fare eleggere come nuovo papa un cardinale di loro gradimento, che possa agevolarli nella gestione del denaro fornito dalla Chiesa. Qui Cosimo coltiva la sua passione per l'arte e stringe amicizia con Donatello. 



Il ragazzo però riceverà una profonda delusione amorosa a causa del padre, che paga la donna di cui il ragazzo è innamorato per sparire dalla sua vita, avendo già pianificato il matrimonio con la Contessina de' Bardi. Alla presentazione del padre di questo personaggio, e quindi del futuro suocero di Cosimo, il popolo del web si è scatenato, vedendo che questi non è altro che David Bradley. Questa scelta di cast ha generato l'ilarità di tutti i fans di Game of Thrones, in quanto David Bradley ha interpretato nientepopodimeno che... WALDER FREY! 



Come cancellare dalla nostra mente le immagini delle nozze rosse dell'episodio 3x09, che tanti dubbi ha instillato nella mente di noi seguaci del King of The North sul proseguire o meno la visione della serie. Per un attimo si è temuto che Cosimo scappasse, ma fortunatamente i ricordi della sua vita passata non sono venuti a galla.

Nel secondo episodio spiccano l'intelligenza e la furbizia di Cosimo. Qui infatti troviamo una Firenze debilitata dalla guerra e dalla conseguente povertà. Milano sembra avere la meglio e la crisi si fa sempre più evidente. Cosimo vuole risollevare la sua amata Firenze e decide di usare le imposte papali per avviare la costruzione della cupola della cattedrale, affidando il lavoro a Filippo Brunelleschi (Alessandro Preziosi) e dando così lavoro alla sua gente. Nel frattempo, grazie alla sua amicizia con Francesco Sforza, riesce a stilare un accordo di tregua con il Duca di Milano. Le cose quindi sembrano migliorare, ma un pericoloso nemico incombe: la diffusione della peste nera.

Saranno le panoramiche della stupenda Firenze, sarà la presenza di Richard Madden, ma nel complesso io dico sì a questi primi due episodi, che secondo me preannunciano una serie veramente ben fatta. Devo ammettere di avere un debole per film e serie in costume, e mi affascinano ancora di più quando sono ambientate in contesti realmente esistiti. In questo caso temevo un bel polpettone storico, ripieno di scandali sessuali e intrighi a corte che distolgono l'attenzione dalla realtà che circonda i personaggi. La mescolanza di interpreti italiani e stranieri non si fa sentire, anzi ritengo sia positivo vedere delle nuove facce nel palinsesto seriale italiano. 

Leggendo commenti qua e là ho notato che a molti non è piaciuta la struttura della narrazione con i flashback. Tralasciando il fatto che questa stia diventando un po' una moda negli ultimi tempi, personalmente non mi dispiace l'accostamento tra passato e presente in quanto permette di leggere più a fondo i personaggi, e di capire perchè assumono determinati comportamenti. Inoltre mi è piaciuta la scelta di cambiare le tonalità di colore tra i due archi temporali: colori freddi per il presente intriso di guerra e di pericoli, colori caldi per il passato ancora pieno di speranza. Mi faccio portatrice di tutti coloro che, come me, trovano talvolta difficoltà nell'andar dietro a intrighi finanziari e politici (seguire House of Cards è un atto di masochismo per me), dicendo che forse avrei cercato di rendere più chiari questi aspetti così come la posizione dei personaggi.

Questi primi due episodi forse sono stati un po' lenti in confronto alle aspettative che gli spettatori si erano fatti, ma confido nell'introduzione della peste per smuovere un po' le acque. D'altronde The Walking Dead ci insegna che, in caso di epidemia, tutto può succedere. Staremo a vedere.

Vi lascio con una meraviglia per occhi.


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